E’ triste..

..ricordarsi del sentimento più grande della mia vita e accorgersi che si è spento. Che ne è rimasta solo cenere..

Eri così bella.. Era così bello..

Meritava di vivere più a lungo, oh se lo meritava.

Il buffone del momento

Esiste la vaga possibilita’ che nella vita si facciano cazzate ben piu’ colossali di quelle che quotidianamente ci facciam scivolare addosso.
In genere poi queste apocalittiche devastazioni di interi archi della nostra vita non sono mai frutto di un momento o di un episodio. Molto piu’ spesso si tratta di un singolo errore che si protrae per mesi, anni, finche’ non esplode nel suo intero furore.

Il mio e’ stato, anni fa, considerare un certo percorso gia’ terminato, il convincersi di aver tagliato un traguardo in realta’ lontano ancora migliaia di chilometri.

Il momento in cui poi tutto crolla sotto il peso della realta’ e’ esattamente questo, quando ti ritrovi a chiederti “Cosa ci faccio qui?” e pur sforzandoti non riesci a trovar una risposta che sia una.

Ma quella domanda e’ figlia di ognuno di noi e delle nostre scelte, dei nostri bivi, le famose sliding doors gwinettiane. Io, nello specifico, son riuscito a prenderle in faccia, le sliding doors, altro che bivio.

L’orologio del videoregistratore segna le 3:31, 3:32 in questo momento, e se dovessi dar retta ad un istinto che, al contrario di me, non sbaglia quasi mai, c’e’ una porta a un paio di metri da me che dovrei chiudermi alle spalle.

La logica invece ha un altro punto di vista, e alla fine questo divano non e’ il posto piu’ scomodo su cui ho passato una notte insonne.

Leggere tgcom aiutera’ a far credere al mio cervello che altri, con cui ho in comune il momento della giornata in cui scriviamo, hanno problemi ben piu’ gravi dei miei..

E allora tanto vale andare a nanna e pensarci quando un bel sole alto non mi concedera’ la facile fuga da un letto troppo piccolo per me.

Nuova vita..!

Dopo due anni abbondanti di assenza forzata, resuscita il mio bloggone!!

Presto nuovi succosi aggiornamenti.. :D

La realtà.

Venerdì notte, o sabato mattina, come preferite.

Sono le quattro e un quarto. Casa.

Ieri sera, a quest’ora, giravo in moto per le strade, a svegliare la gente col suo casino.

Chiedo scusa, ma non troppo.

Ieri sera, qualche ora prima, seguivo una bella vespa nera per le strade di Firenze, destinazione Mandela Forum, dopo qualcosa come due anni un concerto del Maso.

L’ultimo fu Livorno, mi divertii molto, ma c’era comunque un punto in comune con questo di Firenze: una sedia vuota e un biglietto regalato, girato poi ad una persona speciale, e poche, pochissime speranze di vederla comparire al concerto.

Non ha senso parlarne però, di quel biglietto. Il mondo è grande ed è bello lo stesso. Il mondo ha scelto e le scelte degli altri si rispettano, anche quando chi dovrebbe scegliere è obbligato ad agir in una certa maniera. Sono sempre stato una figura “ingombrante”.
Fatto sta che è leggero come ogni tanto mi “diverta” a “regalarmi” qualche illusione.

La vita però è proprio figa, la mia in particolare, si diverte tantissimo a mettermi davanti tocchi di classe da interpretare, a foraggiare la mia anima da investigatore del dettaglio. Perchè se si torna un pò indietro, a febbraio, succede che dopo due anni di convivenza salti tutto, abbia chiuso la porta di un mondo intero di certezze che mi divertivo a far apparire tali, e mi ritrovi a passare il mio tempo con una bionda fotocopia di quella più famosa; due mesi precisi precisi di devastazione fisica e psicologica, regalati al sottoscritto da un destino magnanimo, e grazie a lei uscire da quei due anni è stato talmente facile che tutt’ora non riesco ancora a crederci.

Poi il gioco delle notti e dei locali finisce all’improvviso e apparentemente senza un motivo valido. Com’era successo ai tempi con l’originale, deja vu senza troppi motivi per dispiacersi, “parlandone” a posteriori.

Ma è valsa la pena rimuginarci un pò sopra, nel casco, girando per le curve tra casa e Empoli, domenica scorsa.

Poteva venir fuori di tutto, era un revival di qualcosa vissuto veramente tanti anni fa: le nottate fuori, le fiammate terrificanti, i progetti in libertà, le botte assurde e un’esagerata e insensata dose di autodistruzione. Ci mancava solo la fuga in aereo e una telenovela quasi infinita, poi sarebbe semplicemente stata “replica”.

E invece no. E’ stato un bel regalo. Un pò perchè questi due mesi, passati senza sentimenti reciproci, si traducono in un toccare il fondo. Mai così necessario.

Perchè quando si è in due a toccare il fondo, ci si rimbalza e si ritorna su senza sentir la botta. Ma quando si è soli è un tonfo, è una botta assurda, che quando ti svegli il mal di testa ti aiuta a fermarti, guardarti intorno e decidere.

Ma sopravvivere al tonfo è segno che di forza ne hai, tanta, per te e per chi ti accompagnerà. Questa volta in una vita normale, che ormai basta così: ho vissuto cose che il novantanovepercento dei ragazzi come me non immagina neppure. Senza rimpianti, e senza grosse cicatrici.

Cuccioli..

Già..

“Donne”: 1/3 Assenzio, 1/3 Pretese, 1/3 Stress, decorare con assoluta mancanza di senso logico

“…semplicemente, le donne non hanno la minima idea di cosa vogliono.
Sanno solo cosa non vogliono… e, solitamente, quel “cosa” sei tu…”

“…io credo che tutte le donne vogliano essere desiderate: sapere che ogni volta che le guardi hai un’erezione da camicia di forza; avere la certezza che, se per caso sono bagnate, ci siete voi lì pronti a tappare la falla!”

E ora non fate le finte offese, sapete BENISSIMO che è così.

Savvo

Lontano dai tuoi angeli

Ho ancora il vizio di barare con la vita e col destino
E la paura di dormire che c’avevo da bambino
Ho soldi e debiti ho colpe e meriti
Ma anche il colore dei tuoi occhi
E la mia stanza dei balocchi…
Ho ancora i dischi che ascoltavi e il nostro vecchio pianoforte
Il desiderio di parlarti e di scoprire le mie carte
Ho tante maschere ma devo ammettere
Non ti assomiglio in questa cosa
E anche se è tardi ormai ti chiedo scusa
Ho la stessa voglia di giocare
Che avevo già a tre anni
E un’ altra casa che non sai
Un altro cane e un’altra età
Ma l’inverno è già alle porte e …
Tu ogni giorno tu
Mi manchi come il sole
Che s’appoggia all’orizzonte
Immenso e blu …
Ed io mi sento perso qui!

Ho ancora dentro il cuore il ritmo delicato dei tuoi passi
E le parole che mi hai detto prima che ti addormentassi
E ormai le critiche che non mi feriscono
Ma devo a te questa fortuna
A te che abiti la luna …
A cosa pensi in quella foto con in me in braccio sulla spiaggia ?
Ascolti ancora divertita la canzone della pioggia?!
O è più credibile che ormai sia polvere
E tu non possa più pensarmi
A quest’idea non riesco a rassegnarmi e …

Tu ogni giorno tu
Mi manchi come l’aria
Nei silenzi di
Ogni mia preghiera
Tu che non piangi più
E resti sempre giovane
Al centro di ogni sogno …
Io ci provo a vivere a cambiare e a credere
In qualcosa che assomigli a quella tua semplcità
E ti cerco nella scia che ogni donna semina
Ma mi perdo in storie ormai svuotate di ogni verità
Sono uno spettacolo tragico e ridicolo
E avrei voglia di scambiare la tua vita con la mia
Di tornare a correre dietro alle lucertole
In quegl’anni incancellabili
Che ancora io
Mi porto dentro …

Se potessi almeno rivederti
Anche per un momento
Se credessi a quell’idea che …

Tu ogni giorno tu
Ancora m proteggi
Mentre invece so
Che non puoi farlo più …
Ed io mi sento perso qui …
Lontano dai tuoi angeli


Livorno Ferraris, voglio vivere lì!

Deliberazione della Giunta Comunale

n. 5 del 29 Gennaio 2009

OGGETTO: Livorno Ferraris 1° Comune DEAUTOVELOXIZZATO

Il Sindaco

Relaziona che:

* Per quanto attiene alle problematiche inerenti la sicurezza del traffico, la Giunta Comunale di Livorno Ferraris ha sempre perseguito un’attenta politica di prevenzione ritenendo poco opportuno percorrere la strada del controllo della velocità attraverso strumenti elettronici;
* Alla base di tale scelta è la consapevolezza che, con le vigenti severe norme in materia di sicurezza stradale, la politica degli autovelox si risolve nel colpire metodicamente e pesantemente gli utenti che abitualmente percorrono la viabilità locale per motivi di lavoro o di urgenze di vario genere;
* Certamente, l’uso del controllo elettronico della velocità permette immediati riscontri sotto l’aspetto economico, ma allo stesso tempo, instaura situazioni di diffusa conflittualità con l’utenza da cui consegue un deterioramento nei rapporti tra cittadini e istituzioni: sono di questi giorni le accese polemiche sull’uso in molti Comuni dei semafori T RED;
* E’ proprio nell’ottica di un più civile e maturo rapporto fra cittadino ed ente pubblico che si è ritenuto più utile e costruttivo impegnarsi nella direzione di una costante azione di prevenzione che contribuisca a porre le condizioni utili agli utenti della strada per poter osservare le norme in materia di sicurezza stradale.
* Queste nostre convinzioni verranno attuate sia sotto l’aspetto teorico, con periodiche lezioni di sicurezza stradale nelle nostre scuole tenute dai vigili urbani, che attraverso strumenti quali le barriere antivelocità ed un’adeguata cartellonistica posizionata su tutto il territorio comunale.
* Per tali ragioni, riteniamo di proseguire in questa direzione ponendoci come obiettivo una sempre più completa ed efficace utilizzazione di tutto quanto possa aiutare i nostri cittadini a vivere nelle migliori condizioni di sicurezza;
* In tale contesto, si propone alla Giunta Comunale di formalizzare la nostra politica in materia di sicurezza stradale attraverso la dichiarazione ufficiale di ” Livorno Ferraris Comune deautoveloxizzato”

Invita, pertanto, la Giunta Comunale a voler dichiarare ufficialmente Livorno Ferraris Comune deautoveloxizzato;

La Giunta Comunale

Udita la relazione del Sindaco

Ritenuto di concordare con quanto affermato dal Sindaco ritenendo la prevenzione ed il costante controllo il metodo migliore per costruire una stabile cultura della sicurezza stradale;

Con voti favorevoli unanimi
Delibera

Di dichiarare, per le motivazioni addotte in premessa, Livorno Ferraris ” COMUNE DEAUTOVELOXIZZATO”

Lo voglio alla Juve!!!

“Il primo scudetto ve lo hanno dato in segreteria, il secondo lo avete vinto perchè non c’era nessuno. Il terzo all’ultimo minuto. Siete una squadra di…”.

(cit. Mourinho, spogliatoio Inter, dopo Atalanta 3 – Inter 1)

Giornata tipo dell’Inter

ore 8.00: Mourinho si alza e dolcemente dice ti amo allo specchio.

ore 8.30: Adriano chiude la discoteca e va all’allenamento (di regola si addormenta mentre sta guidando).

ore 9.00: i giocatori arrivano al campo di allenamento. Muntari chiede a Materazzi se può aiutarlo con la
lingua visto che é l’unico italiano. Dopo cinque minuti lascia perdere, regala un dizionario a Materazzi e chiede a Javier Zanetti.

ore 10.00: chiama Mancini per sapere perché questo mese non gli é stato accreditato lo stipendio, visto che deve pagare l’estetista. Risponde Mourinho e Mancini riattacca subito e telefona sul cellulare a Moratti piangendo: “Mi hai detto che con quello era finita!!!”.

ore 10.10: Quaresma prova la trivela. Tre piccioni morti.

ore 10.20: un tifoso boy scout aiuta Figo ad attraversare la strada ed a raggiungere l’allenamento.

ore 10.30: Mourinho prova lo schema “palla ad Ibrahimovic e che Dio ce la mandi buona”.

ore 11.00: Quaresma riprova la trivela. Grave infortunio di un operaio che lavorava su un impalcatura lì vicino.

ore 14.00: Cordoba, Samuel e Materazzi organizzano un simpatico mattatoio a metà campo coi ragazzi della primavera e successivamente presentano il loro nuovo libro, scritto a più mani con alcuni extracomunitari clandestini, dal titolo “Tanto comunque vada non ci potete espellere”.

ore 15.00: Mourinho si invia una lettera d’amore.

ore 15.30: Quaresma riririprova la trivela. Colpito il catetere di Figo.

ore 16.00: Mourinho prova lo schema “Ibra pensaci tu”.

ore 17.00: Burdisso con uno stop a seguire segna all’incrocio opposto.

ore 17.15: Quaresma ririririprova la trivela. Mourinho gli fa notare che sono finiti i palloni, che non possono recuperarli sempre a Malpensa e che ha leggermente rotto i marroni.

ore 18.00: arriva Adriano e chiede a che ora si mangia.

ore 18.15: Mourinho interroga i giocatori. Alla domanda: “Allora ragazzi avete capito cosa dovete fare?”, tutti in coro “Diamo la palla ad Ibra”. Tutti tranne Materazzi che risponde “presente”.

ore 18.30: i giocatori tornano alle rispettive case, Adriano torna all’Hollywood, Figo all’ospizio.

ore 22.00: Mourinho fa ripetutamente l’amore con sé stesso ed alla fine si dice “Sei stato magnifico come sempre”.

ore 24.00: a letto, non visto da nessuno, quasi in silenzio, Quaresma fa una trivela

Fenomeno..

Da Appunti Digitali:
“Si è fatto un gran parlare dei gruppi che nascono su Facebook attorno a temi poco seri, se non addirittura offensivi, politicamente scorretti, criminali. Come al solito si sono scatenati i tromboni: quelli che di mestiere sembra stiano accovacciati ai margini del mondo online, per assalirlo alla prima occasione con la consueta, reiterata sequela di banalità.

Gente fondamentalmente ignorante nel merito, e dunque timorosa come si è timorosi di ciò che non si capisce, ma ancora peggio furba, perché consapevole della sua presa su persone nel merito ancora più ignoranti, come sono spesso i fruitori di media generalisti.

Gente che dimentica convenientemente ciò su cui pure aveva trovato da polemizzare, i fan club di Pietro Maso tanto per dirne una, nati prima di Facebook, in epoche non sospette. Epoche in cui questa rispettabile società non era contaminata dai bubboni pestilenziali della rete, eppure trovava modo di essere ugualmente deprecabile e deprecata.

Ma torniamo a Facebook e al tema di questo “rant”, ossia i gruppi di fan di quell’assassina, di quel satanista o quell’altra organizzazione criminale. Secondo una logica invertita dalle condizioni tecnologiche, il problema non si individua nella radice ma nel fusto: ciò che alcuni contenitori della rete catalizzano è esattamente quella produzione di masse critiche attorno a fenomeni incompresi o semplicemente irrilevanti; una produzione che crea in un batter d’occhio torri di Babele senza fondamenta.

Ecco che tramite FB si creano gruppi di proporzioni rilevanti attorno alle più grandi sciocchezze, dagli anti-Giusy Ferreri fino ai più preoccupanti ma ugualmente innocui fan della mafia.

Non c’è personaggio o movimento di qualche visibilità che non sia oggetto di un gruppo pro, contro o magari entrambi. Ma sono gruppi che si formano attorno a nient’altro che la facilità di fare un clic su “accept invitation”, non certo sulla conoscenza e ancor meno comprensione di qualsivoglia fenomeno.

Succede quello che succedeva quando eravamo piccoli e ci atteggiavamo da tifosi sfegatati di una squadra o l’altra per il solo gradire più o meno i colori della maglia, o da partigiani di una causa politica per il solo apprezzarne la parte più insulsa e/o esteriore.

Tutto questo per dire che ciò che nasce in Facebook in Facebook muore e c’è davvero poca continuità fra un fenomeno che si sviluppa nella sfera dell’intrattenimento e un movimento, a cui si aderisce con consapevolezza, in cui si decide di accorciarsi le maniche e faticare un pelo più – di braccia o di mente – di quel che basta per cliccare “accept”.

I tromboni potrebbero dunque dormire su sette guanciali, se quello degli “indignati dal nuovo che avanza” non fosse il mestiere che gli vale ogni mese la pagnotta.

PS Sull’altra faccia della medaglia c’è una situazione altrettanto “inquietante”: ieri l’altro sono per esempio diventati tutti “fan” di De Andrè, come già si contano quasi 30.000 “fan” di Borges, più di 13.000 di Calvino e qualche migliaio di Carmelo Bene (!!!), Gurdjieff, Platone, Aristotele, Gesù, Maria e l’Arcangelo Gabriele. Ma, così come i “fan” di Riina non impugneranno mai coppola e lupara…”

di Alessio Di Domizio, che da oggi diventa una delle persone più stimate dal sottoscritto.